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L’Arena 02/04/2010 La scultura aperta di Piera Legnaghi in un libro di veritàARTE/2. Il saggio-biografia edito
da Gemma
A cuore aperto, scultura in acciaio verniciato di Piera Legnaghi
Una vita scandita dalla ricerca, quella di Piera
Legnaghi. La natura, i colori, le forme, la comunicazione artistica.
Questi i suoi luoghi di indagine. Pittrice e scultrice veronese,Piera
Legnaghi ha raccontato le sue esperienze nel libro La stanza creativa
(Gemma). Il titolo prende nome dai laboratori che l'artista ha tenuto in
varie istituzioni veronesi. Scuole, istituti per adolescenti difficili,
disabili, anziani. Esperienze a volte forti ed emozionanti che l'artista
narra con leggerezza e affetto. Un'empatia che traspare da tutto il libro,
ed è la cifra distintiva di ogni suo rapporto. Il libro principia con
un'autobiografia che intreccia la vita e l'arte. La natura è al centro del
suo percorso. Prima vissuta in intimità gelosa, solitaria. Poi
interpretata in forme estroverse, espanse. Si passa così dagli acquerelli,
liquidi e azzurri, della giovinezza, all'esplosione delle forme della
maturità. Spirali, cerchi, fili fluttuanti, cuori. Grandi sculture
esterne, che colloquiano con la natura. A cuore aperto, allestita a Castel
Pergine. Lo strappo, esposta nei giardini di Castelvecchio. Abbraccio alla
Galleria d'Arte moderna di Verona. Spiraglio d'infinito, nel chiostro di
San Fermo. Tensione, in esposizione permanente al MART di Rovereto. E
tanti altri allestimenti a Verona e altrove. Il libro dà anche ampio
spazio alla parte didattica. Si parte dalla storia dei colori. I modi
d'uso, le teorie e le varie possibilità di composizione. Dai prismi di
Newton, alle trasposizioni in musica di Kandinsky. Da Schonberg ai
Futuristi. E i vari tentativi di decodificare i suoni attraverso i colori.
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Maggio 2011: Piera Legnaghi vince il concorso per la rotatoria al casello autostradale di Verona Nord, promosso dall'autostrada del Brennero con il progetto di cui vediamo una simulazione
Piera Legnaghi: sculture piccole e disciplina del silenzio «Fare senza fare, agire senza agire, gustare senza gusto. Considerare grande il piccolo e molto il poco, ricambiare l’ira con la virtù. Pianificare il difficile quando è già facile, far grandi cose quando sono ancora piccole. Nel mondo il difficile si fa dal facile, nel mondo il grande si fa nel piccolo. Perciò il saggio non fa mai grandi cose, perciò può portare a compimento grandi cose. Ora chi leggermente promette, certamente ha scarsa buona fede, e molte cose facili necessitano di molte difficoltà; per questo il saggio trova il facile difficile, e perciò alla fine non ha difficoltà».* Non c’è bisogno di dimensioni grandi o di una materia pesante per trasformare un pensiero in un monumento, in un oggetto cioè destinato a commemorare un gesto, a solidificare un’idea, a ricordare una passione esemplare. A volte basta un piccolo foglio di carta o una sottile lastra di metallo - entrambi facili da governare - per rendere chiare e, allo stesso tempo, semplici ed organizzate le geometrie dei sensi. È questa l’attitudine principale che fa di Piera Legnaghi una scultrice di meditazioni immobili che si trasformano in forme dinamiche, organizzate e trattenute oltre ogni limite in uno spazio mentale prima ancora che in uno fisico. Le sue geometrie da camera sono fatte di gesti segreti che contengono già tutto l’equilibrio e l’energia di della dimensione grande: sculture piccole come unità di misura dell’intensità della sua disciplina. Un cerchio, un triangolo, una porzione di piano che si avvolge su stesso, una linea che si frammenta senza interrompersi segnano il ritmo e il peso dei suoi stati d’animo che, volta per volta si aprono e si distendono, si contraggono o sfuggono a un controllo imposto, si accendono in lampi improvvisi o si annullano in vuoti senza fine. Sono segni minimi e solitari che danno vita a una partitura di armonie silenziose. Sono calligrammi che danno forma ai discorsi a bassa voce che l’artista fa con se stessa e che non pretendono di diventare dichiarazioni fragorose. Sono piccoli monumenti labirintici in cui è dolce perdersi. Michele Bonuomo *Lao Tzu, Il libro della virtù e della via. Editoriale Nuova, Milano 1981
Lavoro da molti anni, vivo la scultura come una ricerca interiore che diventa forma scultorea. Uso il ferro, l’acciaio ed altri materiali cercando di creare armonia nell’ambiente attraverso le mie forme. Credo nella responsabilità dell’artista che deve trasmettere i valori dell’esistenza, della bellezza come aspetto estetico del vero.
Febbraio 2010:
è uscito il libro LA STANZA CREATIVA di Piera Legnghi edito da Gemma Edicto: è la sua storia d' artista , una continua ricerca da cui nasce il metodo arte e creatività e le varie esperienze di laboratori.
Il libro si può acquistare online presso Gemma Edicto, viale Nino Bixio1A, 37126 Verona. tel.045/8352317 fax 045/8307646.
e-mail
segreteria@fruttaonline.it
Articolo pubblicato su Verona Fedele il 29 novembre 2009
Artisti, strumenti nelle sue mani…..
Con un incontro in Vaticano tra papa Benedetto XVI e 260 esponenti del mondo dell’arte, sono stati celebrati i dieci anni dalla Lettera che Giovanni Paolo II ha rivolto agli artisti. Uno scritto che ha segnato tante vite dedicate all’arte, e tra queste anche la mia. L’arte è un grande dono che ho ricevuto dalla vita: non sarei sopravvissuta senza questa esplosione che mi trovo dentro e che devo esprimere in molte forme, dalla scultura alla pittura alla poesia. Ho sempre vissuto il mio modo di fare arte come una preghiera, come una domanda, come un ringraziamento, come una supplica e sempre in una forma d’amore verso Dio, il Sommo Creatore. Sono sempre stata consapevole di essere solo uno strumento nelle sue mani, perchè non creo ma ri-creo ciò che esiste già, dando forma e colore a ciò che è invisibile cogliendo un attimo del divenire che è la Vita, di cui l’opera è un’infinitesima parte, e la fisso con gli occhi del cuore. Cercando di dilatare la misura del cuore per accogliere sempre di più la Bellezza che è Verità. Fare il vuoto dentro di sé per lasciare spazio alla Verità. Ma la ricerca della Bellezza è anche sofferenza, perché richiama l’essere umano al suo Destino ultimo. Il bello come espressione dell’armonia colpisce l’interiorità dell’essere umano e lo può mandare in crisi, in una salutare crisi, poiché va nel profondo e lo costringe a mettersi in discussione e a farsi delle domande. Nel 2002 l’allora cardinale Ratzinger scrisse per il meeting di Rimini nel Il sentimento delle cose, la contemplazione della bellezza: ” Per chi crede in Dio, nel Dio che si è manifestato proprio nelle sembianze alterate di Cristo crocefisso come amore sino alla fine(Gv 13,1) sa che la bellezza è verità e che la verità è bellezza, ma nel Cristo sofferente egli apprende che la bellezza della verità comprende offesa, dolore e, sì, anche l’oscuro mistero della morte, e che può essere trovato nell’accettazione del dolore e non nell’ignorarlo”. Essere artisti è vivere una vocazione che coinvolge tutta la vita: è gioia profonda quando riusciamo ad esprimere l’armonia perché in quel momento siamo armonia ma quando viviamo la sofferenza siamo la sofferenza e allora tocchiamo la nostra umanità, i nostri limiti avvicinandoci al Mistero. L’artista è costretto a trasformare le emozioni: gioia, dolore, angoscia diventano opere. Per la mia ricerca fare arte è un modo di trascendere il quotidiano per arrivare all’essenza della vita, al simbolo che ha valore universale ed è atemporale. Non esiste la differenza fra arte e arte religiosa perché la vera arte è religiosa, certamente non lo sono le espressioni artistiche che rispondono alle mode del momento e alle leggi del mercato. Il talento che è stato donato agli artisti deve essere usato con grande responsabilità per celebrare la bellezza perché ogni forma che produciamo ha un suo contenuto che trasmettiamo a chi l’osserva e quindi diventa educativa. L’opera nasce dal desiderio di Infinito e deve trasmettere questo valore. La creazione è metafisica e vi è una metafisica della creazione. Maria Zambrano, nel suo libro Filosofia e Poesia scrive: ” L’arte lungi dall’essere fucina di ombre e fantasmi, è la rivelazione più pura, è la manifestazione dell’Assoluto”. Il Soffio divino, l’ispirazione porta l’artista a rendere fisica un’idea,a illustrare il Mistero usando il mezzo, la materia che gli è più congeniale. La pittura, il marmo, il bronzo, il ferro, l’argilla la musica, la poesia e altri mezzi diventano il veicolo per rendere visibile l’invisibile, per guardare se stessi e l’intero creato con gratitudine. I linguaggi possono essere diversi ma il senso è sempre lo stesso: aprire un ponte di comunicazione con la realtà più profonda dell’uomo. Con sapienza e con grande amore Papa Giovanni II scrive nella lettera agli artisti nel 1999: ”…..l’umanità, dopo ogni smarrimento, potrà ancora rialzarsi e riprendere il suo cammino. In questo senso è stato detto con profonda intuizione che la bellezza salverà il mondo. La bellezza è cifra del mistero e richiamo al trascendente. E’ invito a gustare la vita e a sognare il futuro. Per questo la bellezza delle cose create non può appagare, e suscita quell’arcana nostalgia di Dio che un innamorato del bello come sant’Agostino ha saputo interpretare con accenti ineguagliabili: Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato !”
Verona 22 novembre 2009 Piera Legnaghi
“Cattureremo il cielo” Mostra dell’artista: Piera Legnaghi Inaugurazione: sabato 11 Luglio 2009 alle ore 19.00 Curatore: Gaia Guarienti e Valentina Marcianò Periodo: dall ' 11 Luglio al 30 Settembre 2009, visite solo su appuntamento e consenso Tenuta Musella
dal 6 dicembre 2008 i gioielli di Piera Legnaghi in mostra presso il laboratorio orafo ERRE ELLE
Politiche Giovanili Comunicato stampa 23.02.07
Laboratorio con Piera Legnaghi: Costruiamo nel nostro SpazioL’Assessorato alle Politiche Giovanili organizza e promuove un ciclo di laboratori creativo-espressivi secondo il metodo Arte e creatività della scultrice e pittrice Piera Legnaghi, con l’obiettivo di realizzare una grande opera artistica a più mani, completamente progettata e costruita dagli allievi, da esporre in un luogo visibile, scoprendo la dimensione creativa nello spazio. Il percorso è rivolto in particolare ai giovani interessati dai 15 ai 29 anni. Il laboratorio è strutturato in 15 incontri di circa due ore e trenta ciascuno e si svolgerà a partire dal 5 marzo il lunedì pomeriggio dalle 17,30 alle 20 circa, presso il Centro LINK in Via Benedetti 26/b (Borgo Roma). Sarà tenuto dalla scultrice e pittrice Piera Legnaghi e dai suoi collaboratori.
Ogni incontro seguirà una particolare metodologia attiva con esercitazioni su di diversi materiali, utilizzo di carte, creta, plastilina, metalli, lavoro individualizzato e di gruppo per valorizzare la libera espressività di ogni partecipante. Al fine di condividere con i partecipanti la “storia del progetto” si fotograferanno i momenti salienti dei laboratori, per realizzare una mostra fotografica del work in progress.
La quota di iscrizione è di Euro 100,00 comprensive di materiale. Per iscrizioni e prenotazioni tel. 3479502892 fino ad esaurimento dei posti disponibili
Info presso Ufficio attività giovani tel 0458011200
www.artecreativita.it www.informagiovani.comune.verona.it
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Un cuore aperto per Giulietta La scultura di Piera Legnagli "palpita" nel
giardino del Museo degli Affreschi "G.B Cavalcaselle" presso la Tomba di
Giulietta.
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Il 17 aprile 2004 è stata inaugurata la mia importante personale A cuore aperto a Castel Pergine (Trento ) aperta fino a novembre 2004 e accompagnata da una pubblicazione di circa 100 pagine.
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Ho realizzato una grande scultura in acciaio su commissione della Società "Immobiliare Centro Nord", che verrà poi riprodotta in 500 esemplari in scala ridotta. Il titolo è "Evoluzione" |
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Spazio etnico MADRE TERRA via Ponte Pietra 10 Verona GUSCI DI LUCE gioielli di Piera Legnaghi Inaugurazione sabato 8 novembre ore
18,00
La nota scultrice veronese espone una collezione dei suoi gioielli in argento e pietre frutto dell’ultimo periodo della sua ricerca sui materiali preziosi. Accanto ai gioielli veri e propri "gusci di luce " che fanno risaltare la femminilità e nel contempo ne esprimono la forza e la delicatezza, espone alcune sue sculture per meglio far capire la connessione tra la forma che si colloca nell’ambiente e il gioiello vera e propria scultura da indossare. La sua scultura, costruita in
prevalenza in acciaio, nasce da uno studio sullo spazio, dalle potenzialità
dell’ambiente e riesce a creare sia sculture per giardini e spazi aperti che
piccole sculture da inserire in ambienti. Lo spazio assume per lei una
potenzialità poetica che fa germinare l’opera in armonia con l’insieme. L’opera di Piera Legnaghi si estende
anche nel campo sociale dedicandosi a una ricerca educativa nell’ambito della
creatività sull’uso dei vari materiali usando il suo metodo " Arte e Creatività"
adatto alle diverse età dell’essere umano, dai bambini agli anziani e alle
persone affette da handicap. Vive e lavora a Verona spostandosi spesso per vari progetti in città italiane europee. |
![]() Piera Legnaghi partecipa al Convegno in qualità di relatrice
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mail: pieralegnaghi@tin.it